RIO INFERNETTO
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Catasto AIC IM003
Comune Triora - IMPERIA
Quote Ingresso 1233 m
Uscita 705 m
Dislivello 530 m
Sviluppo 2,7 Km
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Tempi Navetta 12 Km
Avvicinamento 30 min
Progressione 5 h
Ritorno 15 min
Interesse Regionale
Difficoltà v3 a2 IV
Numero calate 18
Corde consigliate 1 da 60 m
Periodo Da maggio a ottobre.
E’ consigliabile percorrere l’itinerario dopo un periodo piovoso in modo di trovare acqua anche nella prima parte,
almeno saltuariamente in corrispondenza dei salti di roccia del percorso.
Vie d'uscita 1
Materiali Muta completa
Cartografia MULTIGRAPHIC Firenze "Alpi Marittime e Liguri" tavola n.113 Scala 1:25000
IGC "Sanremo Imperia Montecarlo" tavola n.14 o "Alpi Marittime e liguri" Tavola n.8 Scala 1:5000
Cartoguide DE AGOSTINI "Triora e il suo territorio" Scala 1:10000
Coord. punto d'accesso al greto X 394740 Y 4874974
Coord. punto d'abbandono del greto X 396543 Y 4874212


Presentazione generale

Lungo e discontinuo percorso di carattere alpino, con ambiente austero e selvaggio in roccia calcarea. Un profondo senso di wilderness accompagna durante tutta la discesa e costituisce il principale motivo di interesse per questa forra.
Nella prima parte dell'itinerario purtroppo (a parte alcuni tratti e alcune pozze) l'acqua è in genere assente, ma ciò non pregiudica comunque l'interesse anche per tale tratto. Maestoso il "corridoio/scivolo" (denominato dalla popolazione locale come "Valle Scura") che porta alla nota calata della cosiddetta marmitta trappola. La parte finale sempre e finalmente in acqua presenta (seppur discontinua) pozze, incassamenti e calate molto suggestive.
Un lago quasi all'arrivo consente poi di concludere la discesa anche con un bel tuffo di mt.10.

NOTA: L'accesso proposto dall'abitato IL PIN consente di abbreviare notevolmente (-km.1,3) il lungo prologo senza interesse indicato nella Guida Gole e Canyons del Nord-Ovest scheda n.2, con un accesso a quota 1233 anzichè quello originario a quota 1550.

Accesso a valle

Uscita autostrada (A10) Taggia/Arma di Taggia/Sanremo Est. In fondo al lungo svincolo girare a sx. direzione est e prendere poi la SS 548 (al grande semaforo o poco dopo al ponte) che risale la Valle Argentina. Si raggiunge (passati gli abitati di Badalucco, Agaggio, Molini di Triora, Triora e Loreto) la località Creppo (comune di Triora). Poco dopo l'abitato di Creppo in un rettilineo si posteggia in corrispondenza di un tratturo che raggiunge la strada da sotto (slargo a dx per due auto o varie possibilità di posteggio sul bordo strada a valle).

Accesso a monte

Dal posteggio a valle si raggiunge il bel borgo di Realdo e si prosegue in direzione Bassa di Sanson con strada più stretta recentemente asfaltata per raggiungere, dopo esser passati per l'abitato di Borniga, il piccolo nucleo di case de Il Pin; si posteggia in corrispondenza di una cappelletta in cima ad una breve ripida salita.

Avvicinamento

Alla base della breve ripida salita che porta al posteggio, parte sottostrada un tratturo/sentiero che dopo un breve scivolo in cemento diventa erboso e torna indietro verso l'abitato di Borniga (due vasche fasciate di pietra). Lo si percorre per cira 100 mt. e poi si scende a dx nella valletta verso delle case di cui si intravedono già dall’alto i tetti (case Cabane). Giunti in prossimità delle case sulla destra, in corrispondenza di una piccola falesietta, si trova la partenza di un sentiero balcone che domina dall’alto il Vallone dell’Infernetto. Il sentiero porta in circa mezz'ora alla confluenza del Rio Boschetti con il Rio Cavernasecca/Garauda (quota mt.1233) dove anche toponomasticamente inizia l’Infernetto in prossimità delle c.d. Porte del Gerbonte (due coreografici spuntoni di roccia a forma di pala).

Profilo della forra

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Descrizione

Dalla confluenza tra il Rio Boschetti e il Vallone Cavernasecca si scende lungo il greto asciutto del torrente per alcune centinaia di metri, effettuando alcune descalate in caos di blocchi e qualche digressione sulle sponde boschive. L’itinerario è in genere asciutto sino alla C23 dopo il grande masso, ma si trovano comunque anche nella parte a monte varie vasche in genere precedute da debole scorrimento. E’ consigliabile percorrere l’itinerario dopo un periodo piovoso in modo di trovare acqua in corrispondenza dei salti di roccia del percorso anche nella prima parte e in particolare nella Valle Scura.
In tale spettacolare tratto occorre gestire con cura lo sfregamento nella calata di entrata (25m.) Inoltre la discesa dell’intero corridoio è stata attrezzata in modo di tenersi sul lato destro. Nella calata successiva a quella della targhetta ProCanyon si troveranno dopo pochi metri due golfari scollegati che servono da sosta di sicurezza nel caso che invece di tenersi sul fianco dx ci si calasse dalla targhetta nella parte centrale con il rischio di trovarsi sotto la catena. Dalla ulteriore successiva sosta si raggiunge (utilizzare il deviatore) la catena sopra il grande masso della nota “marmitta trappola” . Dopo la Valle Scura un altro lungo tratto con vari caos di blocchi e digressioni sulle sponde porta (passato uno spettacolare enorme masso) alla bella cascata di 23 mt. con pozza molto incassata ed acqua sempre molto fredda, per la risorgenza che determina l’inizio dello scorrimento idrico. Di qui gli ostacoli si susseguono in modo quasi continuo.
Un ulteriore lungo tratto finale di cammino porta ad un ultimo lago dove è possibile effettuare un bel tuffo di mt.10.
Sono state attrezzate le sole difficoltà non altrimenti superabili in disarrampicata o evitabili con deviazioni sulle sponde. Nonostante lo scorrimento modesto occorre effettuare il percorso solo con tempo stabile in quanto le dimensioni del bacino di alimentazione e il carattere geomorfologico delle sponda sx lascia prevedere seri pericoli di piena in corrispondenza di fenomeni piovosi intensi. Anche se la sezione del percorso è in genere abbastanza ampia, per le alte e continue pareti laterali, non vi sono tuttavia vie di fuga se non praticamente a percorso terminato subito prima del salto da 10 mt (sentierino in riva sx). Un'unica possibilità esisterebbe in riva sx subito dopo la Valle Scura ma la difficoltà di individuazione, la complessità e l’esposizione ne fanno più una traccia da camosci che una potenziale via di fuga; si narra infatti che fosse utilizzata come passaggio segreto dai partigiani che trovavano rifugio dentro il greto dell’Infernetto in occasione delle retate delle forze di occupazione naziste.

Ritorno

Dalla confluenza tra il Rio Infernetto e il torrente Argentina si prende a sx un sentiero che porta ad un bel ponte di pietra che consente (100mt a monte) di attraversare l'Argentina. Dopo il ponte si prende a dx e si segue il tratturo che dopo 10 min gira a sx e in un altro paio di minuti si raggiunge l'auto.

Logistica, vitto e alloggio

Visitate i siti dei rifugi di Triora e del comune di Triora dove potrete trovare informazioni e contatti per poter dormire e mangiare sul posto, magari per una visita di più giorni di questa stupenda parte della Valle Argentina