Presentazione generale
Pur non avendo un gran carattere di forra (forse si dovrebbe parlare, come fanno nella vicina Francia, più di vallone) questo percorso, sicuramente intenso per la notevole portata, presenta un angolo incredibilmente lussureggiante e suggestivo della Valle Argentina. Percorso ideale per un primo approccio al torrentismo offre anche numerosi spunti
agli amanti dei passaggi sportivi (bei tuffi anche ripetibili). Principale pecca l'eccessiva brevità.
Accesso
Uscita autostrada (A10) Taggia/Arma di Taggia/Sanremo Est. In fondo al lungo svincolo girare a sinistra, direzione est e prendere poi la SS 548 (al grande semaforo o poco dopo al ponte) che risale la Valle Argentina. Si raggiunge (passati gli abitati di Badalucco, Agaggio, Molini di Triora e Triora) la località Loreto (comune di Triora; spettacolare ponte sospeso alto 120 m, noto un tempo per il bungee jumping … ed ora per i suicidi!! ). Passato il ristorante in corrispondenza del ponte la strada scende per circa 200 mt e quando riprende a salire in una curva a sinistra su un ponticello in corrispondenza di un'alta falesia parte a sinistra il sentiero di discesa (possibilità di parcheggio a destra sul ponticello per 2/3 auto oppure proseguire per poche centinaia di metri sino all'ampio parcheggio a sinistra con pannello di legno del centro di arrampicata di Loreto/Triora)
Visualizza la carta stradale
Avvicinamento
Dal ponticello si scende in 5’ sino al torrente, seguendo i segnavia Pro Canyon (bianchi con pallino blu).
Descrizione
Il percorso trova subito un passaggio spettacolare sotto le altissime pareti che costituiscono il canyon sopra cui è stato costruito
il famoso ponte di Loreto.
La progressione è fondamentalmente tra caos di piccoli blocchi con alcune pozze e la sezione del vallone è abbastanza ampia ma l’ambiente
è assai austero. Alcuni piccoli risalti consentono piccoli tuffi. Giunti presso l’antico ponte in pietra della Mauta il vallone si apre
in alto ma si inforra in basso (la sezione rimane comunque sempre ampia). Un primo ostacolo attrezzato
(catena con mancorrente a destra e targa ProCanyon) può essere facilmente superato con un salto di 3/4 m
o un piccolo toboga.
Una lunga pozza porta ad un salto di una decina di metri costituito in realtà da due scivoli
interrotti da una marmitta spospesa (possibilità di tuffo a destra di circa 10 m
o salto nella marmitta e successivo salto nella pozza).
Un segnavia indica la posizione molto avanzata della catena
di calata e la possibilità di un’eventuale via di fuga lungo l’antico beudo del Molino di Mauta.
Dalla bella pozza in basso l’acqua si incanala a destra per svoltare a sinistra in un toboga sfruttabile
per un breve tratto in scivolata (solo se la portata non è eccessiva) sino ad una specie di terrazzo in corrispondenza
di un sorta di caverna naturale a sinistra (catena in riva sinistra per raggiungere in sicurezza la catena di
calata in riva destra). In caso di portate importanti c'è il pericolo di poter esser trascinati ulteriormente
lungo il canale sino alla successiva cascata (zoccolo di roccia sottostante) e pertanto anche se si effettua il
precedente salto di 10 mt. occorre aver cura di posizionare comunque la corda per raggiungere assicurati la catena
in riva sx nello scavernamento e da qui portarsi in sicurezza alla catena di calata in riva dx.
Il paesaggio allora si allarga e l’acqua presenta alcune suggestive erosioni a canale naturale sino ad una
particolarmente marcata dove ci si può arrampicare a sinistra per poi tuffarsi (8 m) in una magnifica marmitta
(il "tuffodromo"). Possibilità comunque di descalata per i timorosi.
Un'altra bella pozza porta all’ultima difficoltà: un bel potente toboga (6-7 m) che sarebbe un peccato non sfruttare
in scivolata (possibilità comunque di descalata). Si giunge così ad una grandissima pozza nota come Lago Degno
dove in estate accorrono numerosi bagnanti
Rientro
Al lago Degno risalire a destra l’affluente (Rio Grognardo) per poche decine di metri sino ad uno spettacolare
incassamento (orrido): subito prima a destra alcune corde fisse consentono di risalire la sponda sinistra
orografica dell’affluente per traversare poi verso destra e dapprima per traccia ripida verso destra
(riva sinistra del Grognardo) poi in traverso (destra orografica dell’Argentina) si raggiunge il soprastante sentiero,
per proseguire poi a destra.
In 10’ si giunge al ponte della Mauta (vista la brevità: possibilità di ripetere il tratto inforrato) e da qui in
10/15’ di salita si ritorna al ponte di Loreto/parcheggio a monte. (Segnalato da segnavia Pro Canyon).